ContrattiChiari • clausole · rimodulazioni variazioni prezzo
Rimodulazioni e variazioni di prezzo
Il costo cambia. Il problema è come (e quando) te lo dicono.
Le clausole di rimodulazione o variazione prezzo consentono al fornitore di modificare tariffe e condizioni nel corso del rapporto. Sono legittime solo se prevedono criteri chiari, comunicazioni trasparenti e la possibilità di recedere senza costi. Il rischio nasce quando la variazione è formulata in modo ampio o quando l’avviso passa inosservato.
Perché le rimodulazioni sono un rischio concreto
Il prezzo può aumentare senza un motivo verificabile
La comunicazione può arrivare in canali poco visibili
Il recesso è possibile solo entro finestre strette
La variazione si combina con rinnovi automatici
Esempi tipici
Aumento comunicato in bolletta
La variazione è inserita in fondo alla bolletta o in una nota generica.
Motivazione vaga
Rimodulazione per ‘esigenze di mercato’ o ‘aggiornamento condizioni’.
Decorrenza rapida
Aumento efficace dopo pochi giorni dalla comunicazione.
Recesso poco praticabile
Uscita consentita solo con PEC o procedure complesse.
Campanelli d’allarme nel testo
Variazioni ‘in qualsiasi momento’
Nessun riferimento a motivazioni specifiche
Preavviso non indicato o molto breve
Comunicazioni valide anche via canali generici
Silenzio-assenso implicito
Checklist (1 minuto)
- In quali casi possono cambiare prezzo o condizioni?
- Con quanto preavviso devono avvisarti?
- Dove arriva la comunicazione ufficiale?
- Hai diritto a recedere senza costi?
- Il recesso è semplice o vincolato a forme rigide?
Domande frequenti
Risposte rapide, senza linguaggio legale.
Il fornitore può aumentare il prezzo quando vuole?
Se non leggo l’avviso, vale lo stesso?
Posso recedere senza penali?
Vuoi capire se la rimodulazione è scritta in modo sbilanciato?
Carica il contratto: verifichiamo criteri, comunicazioni e diritto di recesso.

