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Scope creep
Il lavoro cresce, il compenso no.
Lo scope creep è uno dei rischi più diffusi nei contratti di servizi, consulenza e freelance. Succede quando, poco alla volta, il lavoro richiesto si amplia: nuove attività, nuovi output, nuovi canali, nuove urgenze. Il problema non è la richiesta in sé, ma il contratto: se non definisce confini, revisioni ed extra, diventa difficile dire di no o chiedere un compenso aggiuntivo.
Come nasce lo scope creep nella pratica
Aggiunte progressive
Ogni feedback introduce una modifica in più: “già che ci siamo, aggiungiamo anche…”.
Output non definiti
Il contratto parla di “supporto” o “attività di consulenza” senza elencare cosa è incluso.
Revisioni infinite
Non è indicato un numero massimo di revisioni o cicli di modifica.
Canali extra
Call, messaggi, urgenze e interventi rapidi che diventano la norma.
Segnali di rischio nel contratto
Ambito definito in modo generico o astratto
Assenza di un elenco chiaro di attività incluse
Revisioni non limitate o non quantificate
Mancanza di una procedura per richieste extra
Nessuna tariffa per attività fuori ambito
Obblighi formulati come “supporto continuo” o “assistenza completa”
Checklist (1 minuto)
- È definito chiaramente cosa è incluso e cosa è escluso?
- Esiste un limite a revisioni e modifiche?
- C’è una procedura per richieste extra (change request)?
- Sono previste tariffe o preventivi per attività fuori scope?
- Sono inclusi orari, canali e tempi di risposta?
Domande frequenti
Risposte rapide, senza linguaggio legale.
Lo scope creep è solo un problema organizzativo?
Le revisioni illimitate sono sempre un rischio?
È sufficiente dire “extra da concordare”?
Vuoi capire se il tuo contratto ti espone a scope creep?
Carica il contratto: individuiamo ambiguità, revisioni infinite ed extra non pagati.

