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Clausole di penale
Costi che scattano in automatico, spesso senza proporzione.
La clausola di penale prevede un importo da pagare in caso di inadempimento, ritardo o recesso. In teoria serve a compensare un danno. In pratica, spesso viene usata per scoraggiare l’uscita dal contratto o per imporre costi elevati anche per violazioni minime. Il rischio principale è la sproporzione: penali alte, automatiche o scollegate dal danno reale possono trasformare un semplice errore o una scelta legittima in un costo pesante.
Quando una penale diventa problematica
Importo fisso molto alto, indipendente dal danno
Scatta anche per violazioni minime o formali
È prevista solo per una delle parti
Si cumula con altre richieste di pagamento
Non è collegata a una durata o a un costo residuo reale
Esempi concreti di penali critiche
Recesso anticipato
Penale pari a tutte le rate residue anche se il servizio non viene più erogato.
Ritardi minimi
Penali elevate per pochi giorni di ritardo, senza franchigia o tolleranza.
Uso improprio vago
Penali per ‘uso non conforme’ senza criteri chiari o misurabili.
Cumulo di costi
Penale che si somma a interessi, spese amministrative e altri addebiti.
Segnali d’allarme nel testo
Espressioni come ‘a discrezione’, ‘fatto salvo ogni danno’
Importi non indicati o rinviati a documenti esterni
Penali uguali a prescindere dalla gravità
Nessuna distinzione tra recesso legittimo e inadempimento
Checklist veloce
- Quanto è la penale e in quali casi scatta?
- È proporzionata al danno o al valore residuo?
- Vale per entrambe le parti o solo per te?
- Si cumula con altri costi?
- È evitabile rispettando condizioni chiare?
Vuoi capire se la penale è sbilanciata?
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Domande frequenti
Risposte rapide, senza linguaggio legale.

