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Clausola di non concorrenza
Può limitare il tuo lavoro anche dopo la fine del contratto.
La clausola di non concorrenza limita la possibilità di svolgere attività simili o concorrenti durante o dopo il rapporto contrattuale. È molto diffusa nei contratti di lavoro, consulenza e collaborazione. Il rischio principale è firmare una clausola che ti impedisce di lavorare nel tuo settore per mesi o anni, spesso senza un compenso adeguato o con limiti poco chiari. In questi casi la non concorrenza può bloccare concretamente il tuo futuro professionale.
Quando la non concorrenza diventa problematica
Durata lunga o non chiaramente definita
Ambito geografico molto ampio
Divieto riferito ad attività generiche
Assenza o inadeguatezza del compenso
Applicazione anche dopo la fine del contratto
Esempi frequenti
Divieto troppo ampio
Impossibilità di lavorare per qualsiasi azienda dello stesso settore, anche non concorrente diretto.
Durata eccessiva
Non concorrenza valida per diversi anni dopo la cessazione del rapporto.
Compenso simbolico
Indennità prevista ma non proporzionata al limite imposto.
Ambito vago
Riferimenti generici a ‘attività simili’ senza definizione chiara.
Segnali d’allarme nel testo
Mancanza di una durata precisa
Assenza di limiti territoriali
Divieti estesi a clienti potenziali
Compenso non indicato o rinviato a future valutazioni
Checklist (30 secondi)
- Quanto dura la non concorrenza?
- Qual è l’ambito geografico?
- Quali attività sono effettivamente vietate?
- È previsto un compenso adeguato?
- Vale anche dopo la fine del contratto?
Vuoi capire se limita troppo il tuo futuro?
Carica il contratto e analizziamo se la clausola di non concorrenza è equilibrata o rischiosa.
Domande frequenti
Risposte rapide, senza linguaggio legale.

